“Il cardinale non è più stato in grado di deglutire nulla - continua il neurologo - ed è stato sottoposto a terapia parenterale idratante. Ma non ha voluto alcun altro ausilio: né la Peg, il tubicino per l’alimentazione artificiale che viene inserito nell’addome, né il sondino naso-gastrico. È rimasto lucido fino alle ultime ore e ha rifiutato tutto ciò che ritiene accanimento terapeutico” — quando si dice la coerenza (via dopodipioggia)
gravitazero:mah, al contrario credo che martini sia stato coerente, con tutti i limiti legati ad essere un cardinale. e credo anche che non gli sfugga per nulla l’aspetto politico della sua scelta.
“Con tutti i limiti legati ad essere un cardinale”. Beh, ma è stata una sua libera scelta quella di prendere i voti e di fare carriera. Martini fa parte di un’organizzazione; quell’organizzazione dice certe cose; ergo Martini può dissentire ma nella sostanza fa parte di quella stessa organizzazione. Un po’ come se io facessi parte delle SS ma dicessi “ragazzi, invece che torturarli uccidiamoli sul colpo”. Sarei un eroe, un benefattore pieno di pietà?
Il Vaticano scrive che «è lecito in coscienza prendere la decisione di rinunciare a trattamenti che procurerebbero soltanto un prolungamento precario e penoso della vita». Ma questo è ESATTAMENTE quanto sosteneva Piergiorgio Welby. A lui non è stato permesso, a Martini sì. E se per la Chiesa questo è un comportamento lecito solo quando si sta lì lì per morire, in sostanza sta imponendo ad altri di soffrire.Conflitti, anyone?
Anche paranoie mi faceva giustamente notare: “Non penso si riferisca alla sua coerenza personale, ma alla coerenza dell’istituzione che ancora non si è messa a urlare a destra e a sinistra “santità della vita” e troiate di genere.”
Sono d’accordo. L’ipocrisia della chiesa è smascherata dalla scelta di Martini. Quello che volevo puntualizzare è che lui ne era probabilmente pienamente conscio. E che sul caso Welby si era già espresso chiaramente.
Per il resto, se si fa parte di un’organizzazione, non necessariamente se ne devono condividere tutte le scelte. Martini aveva scelto di difendere le sue idee dall’interno (e non parliamo solo di accanimento terapeutico). Effettivamente a me sembra che, per uno con le sue idee, rimanere cardinale in questa chiesa fosse veramente troppo contraddittorio, ma sono scelte personali e probabilmente poco comprensibili da parte di un ateo.
Resta da dire che Martini era uno dei pochi di cui si potesse avere rispetto fra le gerarchie ecclesiastiche, pur nella differenza di opinioni. Confonderlo con gli altri serve più a loro che a chi li detesta.
(Source: milano.repubblica.it)
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Pur rispettando Martini e riconoscendo la sua “diversitá” asll’interno della chiesa cattolica, resta il fatto che su...
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